FORUM PA SANITÀ 2021
27/28 ottobre 2021 – Roma One health, digital

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Con il Patrocinio del Ministero della salute e di

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Programma congressuale

mercoledì, 27 ottobre mattina

09:31
11:04

One Health, digital: da una logica “egocentrica” a quella “ecocentrica” sfruttando la leva dell’innovazione digitale[sc.01]

Room: Sala Rossa

Nella Missione 6 del PNRR si parla di definire entro la metà del 2022 “un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio ‘One Health’”. Tale approccio non si può tradurre in una grande riforma legislativa – per cui non abbiamo i tempi – ma suggerisce una serie di azioni coerenti e prioritarie che consentano la rapida evoluzione verso un sistema integrato, incentrato sulle necessità di assistenza e cura della persona, flessibile al cambiamento della domanda di salute da parte dei cittadini, nel quale processi clinici, prevenzione, stili di vita, scelte alimentari e sostenibilità ambientale siano tra loro connessi. One health diventa l’unico paradigma possibile per favorire collaborazione tra diverse discipline e professionisti diversi; per affrontare in modo sistemico i bisogni delle persone sulla base della relazione tra la loro salute e l’ambiente in cui vivono; per riconoscere che gli investimenti in salute sono le principali opzioni da seguire per i policy maker se vogliono garantire al nostro mondo prospettive di benessere, occupazione, equità e coesione sociale. Come tradurre questa visione globale in effettive e concrete azioni con impatti di lungo periodo? Crediamo che la realizzazione del paradigma One Health debba necessariamente passare attraverso l’uso competente e consapevole delle tecnologie digitali. Solo l’innovazione digitale, infatti ci può consentire non solo di comprendere e gestire le interconnessioni, valorizzando i dati e le informazioni, ma anche di riprogettare i servizi di cura per renderli scalabili e accessibili a tutti.

Se è vero che a partire dal 2017 il settore della sanità è stato investito sempre di più dall’onda del digitale, e che tecnologie come intelligenza artificiale, realtà aumentata e piattaforme di condivisione stanno cambiando il modo di fruire i servizi e impattano anche sull’ecosistema salute e sanità, è anche vero che – come ricordano i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano – la spesa ICT in sanità in Italia è ancora molto bassa. Ora però le risorse economiche ci sono; quello che conta è riuscire a spendere e a spenderle bene. Gli impegni economici legati a sanità, welfare, transizione ecologica e digitalizzazione presenti nel nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vanno visti e gestiti come componenti indissolubili di un programma olistico di ripensamento del nostro modello di sviluppo umano e sociale. Tutto questo significa passare da una logica egocentrica a quella “ecocentrica”, che impone anche di lavorare a livello di comunità e non di singolo cittadino: la strategia di prevenzione della salute dell’ecosistema deve coinvolgere istituzioni, scuole, amministrazioni, strutture sanitarie, privati. Ciascun elemento della comunità è chiamato a fare la sua parte per la salute del Pianeta e dell’uomo. In questo appuntamento analizzeremo le possibili azioni per una salute globale e digitale, quali le priorità? Cultura e competenze? Governance? Dati? Valutazione outcome?

Per saperne di più (in continuo aggiornamento):

https://oneworldonehealth.wcs.org/About-Us/Mission/The-Manhattan-Principles.aspx

https://www.agendadigitale.eu/sanita/one-health-digital-il-patto-culturale-che-serve-per-una-sanita-globale-e-sostenibile/

https://asvis.it/public/asvis2/files/Approfondimenti/PositionPaperGdLGoal3.pdf

11:00
12:15

Donne Protagoniste per la One Health digitale[tm.04]

Room: Sala Verde

One Health significa riconoscere che la salute dell’uomo non può prescindere dal benessere dell’ecosistema nel quale viviamo. Ma per la salute dell’uomo sono le donne ad avere un ruolo sempre più centrale nella filiera della salute: basti pensare alla crescita delle donne nei ruoli dirigenziali all’interno dell’OMS – oggi occupano il 60% delle posizioni di alto livello1 – o nel SSN dove dal 2008 ad oggi le donne DG sono aumentate dall’8,5 al 18,2%2 (quando nella PA la presenza femminile ai vertici è al 14,4%).

È altrettanto evidente che l’innovazione digitale è una delle leve che può permettere una proficua collaborazione tra i diversi mondi – salute dell’uomo, tutela dell’ambiente, benessere animale – affinché si impostino strategie comuni basate su scambi informativi continui e processi collaborativi e condivisi. In questo la sensibilità e le capacità tipiche del mondo femminile ben si sposano con la necessità di accorciare le distanze nella ricerca e negli ambiti di applicazione della One Health, superare le resistenze al digitale tra i professionisti e gli utenti, favorire la collaborazione tra pubblico e privato, impresa e istituzioni.

Tali elementi – accanto allo sviluppo di competenze specifiche per lo sviluppo di soluzioni digitali e alla definizione di processi di governo dell’innovazione – sono imprescindibili per la reale attuazione del paradigma One Health e in questo le Donne Protagoniste possono fare la differenza nei luoghi dove le decisioni vengono assunte e avere un impatto sulla collettività. Non si tratta (solo) di rivendicare la parità di genere ma di riconoscere che le doti femminili di fare rete, di confrontarsi e di ascoltare sono decisive quando si tratta di innovare, ovvero di indurre un cambiamento, a maggior ragione in un settore come quello sanitario dove la trasformazione digitale incide sia sull’efficienza di gestione del Servizio Sanitario Nazionale che sull’efficacia dei servizi, migliorando il rapporto tra paziente e sanità. Queste sono le sfide che attendono le donne in sanità e sulle quali nei prossimi anni si giocherà la capacità di attuare pienamente il paradigma della One Health per una salute globale e digitale.

Per saperne di più (in continuo aggiornamento):

https://digitalhealthitalia.com/le-donne-nella-digital-health

11:17
11:48

Dopo l'emergenza pandemica, la digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) non è più rinviabile[ad.04]

Room: Sala Rossa

La crisi causata dal Covid-19 ha messo a nudo i punti di forza e di debolezza del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La ripartenza deve prevedere un cambio di paradigma per l’assistenza e la cura. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), strumento dell’ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese, la Missione 6 riguarda la Salute.

Nel Piano si ribadisce la necessità di una sanità digitalizzata che disponga nei setting di cura di tutto quanto possa servire in strutture sanitarie cambiate dall’emergenza e dalla necessità di contenere le occasioni di contagio. Nuovi modelli di gestione della salute si affiancano a servizi già avviati (cronicità, fragilità, malattie oncologiche, non autosufficienza).

Illustrando le buone pratiche di Aziende Sanitarie che hanno attuato l’innovazione, la sessione di lavoro presenta la soluzione DEDALUS per l’intero processo di Contrasto e Ripartenza, basata su soluzioni interoperanti di screening, gestione dei percorsi, gestione clinica, telemedicina e gestione dell’idoneità sanitaria/produttiva. Control Center for care (Co4C) assicura:

  1. facilità d'accesso dei cittadini ai servizi sanitari come prescrizioni, prenotazioni, pagamenti, etc.
  2. telemedicina mettendo a disposizione dei pazienti non solo televisite ma anche dei Kit di monitoraggio, questionario webApp, etc.
  3. collaborazione multidisciplinare tra operatori interni ed esterni alla struttura e il paziente, favorendo lo scambio di informazioni in fase di cura in strutture, trasferimento o gestione domiciliare
  4. valutazione dell'idoneità lavorativa favorendo la riapertura dell'aziende produttive

Completano la piattaforma il servizio per supportare la COT; il sistema per l’indirizzamento di una attività presso una risorsa, favorendo l'allocazione dinamica delle risorse e gestendo i carichi di lavoro; il servizio per garantire la sicurezza delle attività e del processo delle risorse, garantendone il workflow e monitoraggio

Nella sessione di lavoro, DEDALUS presenterà la sua visione di sanità digitale, case history, buone pratiche e progetti pilota realizzati presso le strutture sanitarie, territoriali ed ospedaliere.  Obiettivo di DEDALUS con questa sessione è contribuire a creare un clima di fiducia nei confronti della sanità connessa, fornendo un’adeguata informazione e formazione agli operatori coinvolti.

11:48
12:33

Metodologia per una sanità digitale e inclusiva: l’esperienza del PON GOV Cronicità[ad.01]

Room: Sala Rossa

La pandemia COVID 19 ha modificato profondamento i modelli di vita e ha costretto a un profondo ripensamento sull’utilizzo delle risorse e sugli obiettivi degli investimenti, in primis quelli destinati alla salute pubblica.

L’approccio One Health, ossia un approccio olistico che metta in connessione diverse discipline e settori, contemplando nel suo orizzonte non solo la persona ma anche l’ambiente in cui è radicato, rappresenta una delle principali risposte alla sfida che ha posto l’emergenza pandemica.

Gli investimenti nella sanità sono diventati un elemento cruciale anche per supportare una crescita economica e sociale equa: il PNRR destina circa 15 miliardi di euro nella ristrutturazione e rinnovamento del SSN attraverso la creazione di reti di cura di prossimità e l’uso e della tecnologia per migliorare la vita dei pazienti, in primis quelli cronici.

Il passaggio dal sistema sanitario vigente, strettamente settoriale, a una visione di insieme più ampia che integri diversi settori, soprattutto tecnologico, ma anche sociologico ed economico, non è un passaggio banale; la sanità pubblica ha urgenza di dotarsi di metodologie efficaci, che accompagnino la transizione attraverso l’utilizzo cosciente delle potenzialità offerte dall’ICT e un’adeguata formazione delle risorse umane.

In questa ottica, Progetto PON GOV Cronicità intende condividere nell’Academy il suo percorso metodologico che porterà all’adozione di strumenti per facilitare il trasferimento concreto di know-how nelle regioni interessate.

Il progetto PON GOV Cronicità ha difatti previsto uno studio e una selezione di esperienze regionali innovative con particolare attenzione alla strategia di scalabilità, in tre ambiti cruciali, così come sono identificati anche nelle missioni del PNRR, ossia la telemedicina, l’assistenza domiciliare integrata e la presa in carico del paziente e PDTA.

Questo patrimonio di conoscenze sarà modellizzato in diversi componenti che confluiranno in una “cassetta degli strumenti” e in manuale operativo che permetterà l’applicazione pratica delle componenti di innovazioni in diversi contesti regionali.

12:33
13:52

Competenze digitali: un investimento necessario per realizzare One Health[tm.01]

Room: Sala Rossa

L’introduzione delle tecnologie digitali può rendere i sistemi sanitari più efficienti, efficaci ed equi, ma la trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di investimenti per la formazione e il rafforzamento delle competenze digitali del personale sanitario. Tali investimenti, a detta dell’Organizzazione mondiale della Sanità e della Commissione Europea, sono stati insufficienti, mentre l’OCSE punta il dito su: (i) effetti di una limitata formazione digitale e del lento cambiamento di mentalità e cultura; (ii) l’impiego di un numero elevato di persone per lavori di routine e basso valore aggiunto; (iii) l’insufficiente domanda di tecnologie sanitarie, peraltro mature; (iv) la scarsa spinta alla ricerca precompetitiva. Infine, secondo uno studio AICA (Associazione italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) di qualche anno fa, il “non sapere” informatico (digitale) nella sanità comporterebbe costi di improduttività, allora stimati in circa 850 milioni di euro l’anno: più o meno la metà degli attuali investimenti destinati alla digitalizzazione.

Naturalmente, prima di COVID-19 e PNRR. Eppure, due fenomeni tra loro intrecciati suggeriscono maggiore sostegno alla formazione e al rafforzamento continuo delle competenze digitali dei professionisti sanitari. L’incremento dei trattamenti delle malattie croniche e per le patologie oncologiche, che sono costosi e richiedono un impegno di tempo sia ai pazienti che per la loro assistenza. L’aumento della complessità organizzativa delle strutture sanitarie indotta dai cambiamenti per durata, intensità e tipo delle patologie trattate, che incide sulla sostenibilità dei costi dei servizi sanitari. Tutti noi, cittadini, pazienti, operatori, ci rendiamo conto del cambiamento in corso. Da supporto nelle attività amministrative, le tecnologie digitali si affermano e si diffondono anche nella diagnosi, assistenza e terapia, potendo integrare informazioni e dati, facilitando la multidisciplinarietà.

Le tecnologie digitali semplificano la nostra vita e ci responsabilizzano; valorizzano le competenze cliniche di medici e personale sanitario; rendono veloce la diagnosi, sicura la cura, vicina la sanità. La rapida diffusione della Sanità Digitale e il miglior uso dell’innovazione tecnologica nei processi sanitari ha bisogno di formazione, che significa trasmissione di conoscenza e competenze, insieme a differenti modi di pensare. Sono poi necessari programmi di formazione specifica, a partire dai corsi di studi universitari nei programmi ECM per i professionisti in servizio. Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto decisori delle strutture sanitarie, esperti e manager delle imprese del settore.

13:45
14:45

AWS for Health, dalla telemedicina alla cartella clinica uno sprint all'innovazione[ad.05]

Room: Sala Verde

In questa academy AWS con Advenias e LinkUp presentano le esperienze della Fondazione Don Carlo Gnocchi e dell’ Azienda Socio Sanitaria Territoriale Fatebenefratelli Sacco, che hanno approcciato progetti complessi d'innovazione, attraverso la valorizzazione dei dati, ottenendo riscontri rapidi e concreti in termini di maggiore efficienza e resilienza.

Advenias e LinkUp presentano soluzioni, per la telemedicina e la cartella clinica, concrete e immediatamente adottabili.

Il digitale in Sanità permette di ridurre il costo dell'assistenza, migliorare la collaborazione, prendere decisioni cliniche e operative basate sui dati e consentire uno sviluppo più rapido di nuove cure e percorsi terapeutici.  

La complessità del settore, altamente regolamentato, e vari requisiti di conformità possono essere superati dalle organizzazioni sanitarie che lavorano per garantire un percorso di cura del paziente, supportato dalle tecnologie digitali.

13:55
14:24

Trattamento dati in ambito Sanitario[ad.08]

Room: Sala Rossa

L’ambito sanitario rappresenta un contesto complesso e variegato, caratterizzato da un sistematico trattamento di categorie particolari di dati personali. Alla cura del paziente si affiancano esigenze di programmazione e gestione sanitaria, nonché l’ambizione di promuovere l’attività di ricerca affinché possano essere migliorate le cure del domani.  Tali aspetti spingono ad approfondire le modalità attraverso cui trattare i dati in ambito sanitario ed interagire con i pazienti/interessati del trattamento, tenendo a mente, allo stesso tempo, di come la sanità sia stato profondamente impattata in ragione dell’emergenza pandemica.

mercoledì, 27 ottobre pomeriggio

14:30
15:49

L’operations management a servizio delle strutture sanitarie[tm.03]

Room: Sala Rossa

Le metodologie e le procedure di logistica e gestione degli spazi produttivi, impiegate con successo nel mondo dell’impresa e della manifattura, non sono state riversate ed applicate in quello della sanità (sia pubblica sia privata). La tendenza è stata quella di dividere in modo radicale “quanto necessario” nel mondo industriale e “quanto utile” al sistema salute – ritenendo, in ottica rivelatasi errata, che le competenze richieste per la gestione di attività e processi fossero nel primo caso prettamente ingegneristiche e prettamente sanitarie nell’altro. Questa distinzione di metodologie, procedure e competenze ha avuto conseguenze dirette sull’organizzazione, sulla gestione e quindi sui risultati delle strutture sanitarie (ospedali, case di cura, enti territoriali).

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha rimarcato i limiti di questa concezione, evidenziando criticità nella risposta e nell’adattamento delle nostre strutture sanitarie ad una situazione imprevista. Fortunatamente, molte organizzazioni del SSN hanno rilevato le analogie esistenti tra il settore sanitario e quello industriale e hanno compreso i vantaggi dell’adozione di buone pratiche e metodologie applicate da anni nell’ambito delle “operations” aziendali. Riteniamo che le strutture sanitarie possano giovarsi del patrimonio di conoscenze e competenze che chiamiamo operations management e che ha determinato un miglioramento di efficienza ed efficacia nella produzione di beni e servizi nel settore industriale negli ultimi decenni. L’adozione da parte delle strutture sanitarie di metodologie rodate e testate in contesti estremamente complessi e diversificati del mondo dell’industria, crediamo possa produrre un miglioramento misurabile nell’erogazione dei servizi sanitari. Siamo troppo ottimisti?

Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto decisori delle strutture sanitarie e manager delle imprese del settore.

15:45
16:30

Digital Health in oncologia e a supporto della cronicità: esperienze a confronto[ad.03]

Room: Sala Verde

La pandemia ha impresso un'accelerazione al cambiamento del settore sanitario e, nei prossimi anni, si imporrà una nuova normalità all'insegna dell'approccio digital.

Tutti gli attori - pazienti, operatori sanitari, aziende dell'e-health - saranno coinvolti da un cambiamento che promette di restituire ai cittadini una sanità digitale realmente strutturata, meno ancorata a sperimentazioni locali.

Ma siamo pronti a utilizzare i servizi di Digital Health? I pazienti si sentono pronti ad utilizzare i servizi di Digital Health: secondo i dati dell'analisi realizzata dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano la pandemia ha favorito l'utilizzo di piattaforme digitali di collaborazione tra medici e pazienti, con un utilizzo da parte dei pazienti salito di quasi 20 punti percentuali durante l'emergenza (da 11% a 30%). Inoltre, tre specialisti su quattro ritengono che i servizi digitali siano stati decisivi nella fase di emergenza, il 36% si è convinto dei benefici e intende applicarli in futuro.

Le grandi potenzialità delle soluzioni e dei prodotti di Digital Health sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nella gestione dei pazienti oncologici e della cronicità. Ma quali sono le sfide future per portarle a sistema?

Il racconto delle esperienze e delle sfide da parte di alcuni utilizzatori dei servizi di Digital Health.

15:50
16:30

Come la tecnologia è in grado di rispondere puntualmente ai requisiti della Missione 6 Salute del PNRR[ad.02]

Room: Sala Rossa

Diagnostica, Telemedicina ed Intelligenza Artificiale, temi di assoluta importanza nel panorama della tecnologia in ambito medicale, possono singolarmente o integrati armoniosamente in un singolo ecosistema rispondere esaurientemente alle esigenze di Sanità e rispondere così alle esigenze della medicina specialistica in-house e della medicina territoriale di prossimità. La proposta tecnologica di Samsung e le esperienze in strutture pubbliche e private accreditate.

16:45
18:15

Data-driven One Health: conciliare la salute dell’uomo e quella del Pianeta sfruttando i Big Data[sc.02]

Room: Sala Rossa

I rischi per la salute dell’uomo e del Pianeta possono essere affrontati in modo sistemico e trasversale sfruttando la nostra capacità di raccogliere, archiviare ed elaborare dati, con la prospettiva che diventino intelligenza collettiva a supporto delle decisioni. Attualmente però, la disponibilità di grandi quantità di dati (Big Data), prodotti all’interno dei Sistema Sanitari regionali, degli Istituti Zooprofilattici, delle Agenzie per l’ambiente e di tutte le organizzazioni o istituzioni che a vario titolo si occupano di sanità, veterinaria e ambiente viene usata in maniera limitata, sia all’interno dei vari settori che tra un silos e l’altro.

Oltrepassare i limiti presenti non è più rimandabile per sostenere l’evoluzione dei servizi sanitari e per prevenire future pandemie. Lo stesso concetto di One Health promuove lo scambio di conoscenza e il senso di responsabilità (accountability) che dovrebbero derivare da un sistema salute più connesso e trasparente. Le tecnologie disponibili offrono diverse soluzioni per diagnosi, terapia, processi decisionali in area clinica e salute pubblica e potrebbero trovare applicazione nella sorveglianza, combinazione con i Big Data, riorganizzazione degli interventi e dei servizi medico-chirurgici e gestione dei pazienti.

L’Artificial Intelligence e gli algoritmi di predictive analytics permetterebbero di interpretare i fenomeni relativi alla salute dell’uomo e dell’ecosistema a partire dall’analisi di dati provenienti da diverse fonti. In modo analogo, il cosiddetto paradigma “Digital twin” – ovvero la riproduzione digitale e in tempo reale dell’ecosistema fisico-socio-tecnico che riguarda le risorse, i dati e i processi dell’ecosistema di salute nel suo complesso – avvalendosi del ricco patrimonio informativo ad oggi già disponibile, potrebbe consentire un controllo e monitoraggio diffusi sugli asset che compongono il paradigma One Health, fare simulazioni rispetto al alcune variabili rilevanti e intervenire direttamente sugli asset stessi modificandone lo stato. Come si abilita, dunque, un modello One Health Data-driven?

Lo scenario è l’occasione per discutere con opinion leader, ricercatori, decision-maker e policy-maker rispetto all’urgenza del cambio di visione e di come la data governance sia fondamentale per abilitare un nuovo modello di salute interdisciplinare, connessa e predittiva.

giovedì, 28 ottobre mattina

09:00
10:30

Attuare il PNRR per la Sanità: come creare valore dalle infrastrutture e da un procurement efficiente[tv.01]

Room: Zoom per tavoli di lavoro

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entrambe le componenti della missione 6 (M6C1 - Assistenza di Prossimità e Telemedicina e M6C2 - Ricerca e Digitalizzazione dell’Assistenza sanitaria) sono finalizzate a potenziare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Si punta a un Sistema incentrato sui territori e sulle reti di assistenza sociosanitaria, nell’ambito di un modello di sanità pubblica in visione ‘One Health’, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente.

Si promuovono i settori della ricerca scientifica e dei sistemi informativi sanitari; si rafforzano gli strumenti digitali; si sviluppano le competenze dei professionisti del SSN; si affronta il problema dell’obsolescenza delle apparecchiature e del basso uso di tecnologie sanitarie negli ospedali, per assicurare infrastrutture sicure, tecnologiche, integrate e sostenibili.

PNRR rappresenta quindi un’occasione unica per attuare il cambiamento che, da tempo gli stakeholder impegnati nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ritengono necessario. Erano anni, infatti, che il sistema non godeva di investimenti così importanti. Oggi e per i prossimi cinque anni il problema principale da affrontare sarà come implementare al meglio i progetti a vocazione sanitaria presenti nel PNRR. Quali progetti avviare subito? In che modo saranno definite le priorità? E chi lo fa?

Inoltre, quali saranno le procedure di acquisto che verranno adottate dalle Centrali di Committenza e Stazioni Appaltanti che affiancheranno le Amministrazioni Centrali e le Regioni per la gestione delle risorse stanziate con il PNRR?

Da ultimo, ci sarà il delicato lavoro di monitoraggio e osservazione della corretta implementazione del Piano che spetterà ad AGENAS.

Anche nella fase di attuazione delle azioni previste nel PNRR, il ruolo delle infrastrutture è fondamentale. Così come l’infrastruttura si è rivelata fattore vincente nel caso dell’emergenza, così sarà determinante, attraverso integrazione applicativa e interoperabilità, per erogare rapidamente servizi diversi da quelli attuali, in estrema sicurezza e facile scalabilità.

FPA, in collaborazione con Dell Technologies, organizza un incontro dedicato ai vertici delle Regioni e delle in-house regionali, degli Enti Centrali con l’obiettivo di condividere opportunità e criticità legate alla reale attuazione del PNRR, in un contesto in cui coesistono governance frammentata e diversi livelli decisionali (regionali e centrali).

Questo tavolo di lavoro è un incontro di lavoro collaborativo, riservato ai ai vertici delle Regioni, delle in-house regionali e degli Enti Centrali, creato in partnership con Dell Technologies, che contribuisce al confronto portando lo stato dell’arte delle più avanzate innovazioni tecnologiche.
Per inviare una richiesta di partecipazione scrivere a eventi@forumpa.it  indicando nome e cognome, funzione ed ente di appartenenza.

09:30
11:00

Connected Care per il percorso di salute del cittadino nel contesto globale e integrato della One Health[sc.03]

Room: Sala Rossa

L’esempio pìù recente della connessione tra salute umana, animale e dell’ecosistema è stato offerto offerto dalla pandemia da virus Sars-nCoV-2; è noto da tempo che la maggior parte delle malattie infettive emergenti che interessano l’uomo sono di origine animale (HIV, Ebola, SARS, …) e i microbi diventano i nuovi anelli di congiunzione tra mondi apparentemente separati.

L’approccio One Health si pone l’obiettivo di far dialogare in logica costruttiva la sfera della salute umana, quella dell’ambiente e la salute degli animali per il benessere complessivo del sistema. Come tradurre questa visione globale in effettive e concrete azioni con impatti di lungo periodo? Crediamo che la realizzazione del paradigma One Health debba necessariamente passare attraverso l’uso competente e consapevole delle tecnologie digitali. Solo l’innovazione digitale, infatti ci può consentire non solo di comprendere e gestire le interconnessioni, valorizzando i dati e le informazioni, ma anche di riprogettare i servizi di cura per renderli scalabili e accessibili a tutti. In tal senso gli investimenti previsti dal PNRR per la digitalizzazione della sanità potranno dare un contributo essenziale alla realizzazione del modello di sanità connessa, quella “Connected Care” definita dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano come “un nuovo modello di cura disegnato attorno al cittadino/paziente che, adeguatamente formato e ingaggiato, viene messo in grado di accedere a informazioni e servizi di cura attraverso piattaforme digitali che coinvolgono attivamente tutti gli attori del sistema di cura, rendendo disponibili in modo integrato, selettivo e sicuro dati e canali di collaborazione per supportare in tutte le fasi del percorso di cura”.

In un’ottica di Connected Care andranno indirizzate l’evoluzione e la convergenza dei medical device, delle terapie digitali, delle App per la salute e il benessere, delle esperienze di Telemedicina, dei sensori ambientali e dei wearable device. Il percorso di prevenzione, assistenza e cura del cittadino/paziente – Citizen Journey – deve sempre più avvalersi delle nuove tecnologie per erogare servizi di qualità in risposta ai bisogni complessi delle popolazioni e di Accoglienza Digitale per il miglioramento dell’esperienza utente nella fase di accesso ai servizi. Grazie al PNRR le risorse ci sono, le tecnologie già oggi sono mature: come uscire dall’alveo delle sperimentazioni e dei progetti pilota per arricchire e modernizzare le architetture dei sistemi di sanità digitale?

Questo scenario è l’occasione per discutere tra decision-maker e manager del Mercato rispetto all’urgenza di attuare concretamente la digitalizzazione per una sanità integrata e connessa.

11:02
11:39

Processi e strumenti digitali: Samsung e la trasformazione della sanità[ad.11]

Room: Sala Rossa

Lo diciamo spesso: il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è la più grande e complessa infrastruttura pubblica, con la necessità continua di governare processi diversi. Da quelli squisitamente clinici come la diagnostica, la terapia e la riabilitazione ai processi di gestione come l’amministrazione e la logistica. Facile comprendere che la digitalizzazione del SSN sia da considerare una delle “grandi opere” per il nostro Paese: non tanto per l’introduzione della tecnologia, oggi matura e pronta a rispondere ad una domanda in continuo mutamento quanto per il bisogno di rivedere i processi, che coinvolgono cittadini (pazienti) e professionisti sanitari.

Le tecnologie digitali si affermano e si diffondono come strumenti:

· a supporto dell’operatività del personale medico: la mheath che consente la collaboration tra professionisti, il consulto con una centrale operativa, l’accesso alle banche dati sanitarie ed ai sistemi di logistica, la diagnostica per immagini.

· Per l’amministrazione: per la semplificazione e lo snellimento dei processi amministrativi, sistemi di gestione code e monitor informativi per migliorare l’accoglienza e la user experience. Mentre device mobili e notebook possono favorire il lavoro agile.

· a supporto della cura: pazienti che possono essere seguiti a distanza attraverso wearable device, come gli smartwatch. Device mobili che possono funzionare nelle piattaforme di telemedicina più complesse, connettendosi a dispositivi medicali certificati

· che migliorano la user experience del paziente: totem informativi e interattivi per assicurare rapida e semplicità di informazione; tablet e hotel TV per il confort e la relazione familiare dei pazienti ricoverati.

· Per la catena logistica: quella del farmaco per ridurre sensibilmente gli errori nella terapia somministrata ai pazienti, quella dei beni economali, quella della mobilità di persone e merci all’interno della struttura sanitaria.

La diffusione delle tecnologie si porta con sé l’attenzione alla sicurezza; alla certificazione degli strumenti digitali utilizzati, per circoscrivere il rischio di malfunzionamento oppure l’uso inappropriato; al rispetto delle norme vigenti in materia (GDPR).

Nella sessione di lavoro, SAMSUNG presenterà la sua visione di sanità digitale, case history, buone pratiche e progetti pilota realizzati presso le strutture sanitarie, territoriali ed ospedaliere. Obiettivo di SAMSUNG con questa sessione è contribuire a creare un clima di fiducia nei confronti della sanità connessa e di device e dispositivi che la favoriscono, fornendo un’adeguata informazione e formazione agli operatori coinvolti.

11:46
13:02

Servizi digitali e piattaforme abilitanti per un Sistema Sanitario Nazionale (SSN) a misura di cittadino[tm.07]

Room: Sala Rossa

Con il PNRR si punta ad allargare concretamente l’area della trasformazione digitale del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), con soluzioni applicabili alle diverse funzioni del SSN e alle nuove forme di interazione medico-paziente. Con le risorse stanziate con la Missione 6 Salute sarà possibile assicurare a Regioni e Aziende sanitarie il cambiamento digitale necessario per fare fronte alla modificata domanda di salute che viene dai cittadini, attraverso l’adozione di servizi digitali end to end dalla fase di impostazione strategica fino alla messa in esercizio degli stessi.

La strada tracciata dal Piano sembra portare fuori dalla consuetudine dei progetti pilota e delle best practice, spesso rimasti cattedrali nel deserto; per puntare a pratiche diffuse orientate a una medicina che assicuri l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), in primo luogo quelli legati alla cronicità, con il rilancio delle cure sul territorio. Per rendere appropriate la cura e l’assistenza il SSN opera Human-centered design e per centrare l’obiettivo della deospedalizzazione punta a forme diversificate di assistenza e cura da remoto, che prendono le mosse da servizi di Telemedicina fino ad articolati e completi servizi di Connected Care.

Ciò significa ripensare la cura e l’assistenza cambiando organizzazione e adottando le tecnologie attualmente mature perché tutti gli attori del sistema sanitario siano interconnessi tra loro per dare una risposta di qualità in termini di outcome clinico e di soddisfazione del cittadino paziente. Dall’informazione e prevenzione, all’accesso corretto alle strutture sanitarie, fino al successivo follow up. Insomma, l’obiettivo è una medicina di precisione, orientata alla persona, con modelli di cura e presa in carico personalizzati, con un’integrazione sempre più forte tra ospedale e territorio, con la condivisione dei dati clinici.

Il Servizio Sanitario Nazionale nei prossimi anni si troverà sempre più a dover affrontare le sfide della longevità, della cronicità, della necessità di continuità di cura, della fragilità e della non autosufficienza. Una corretta implementazione delle innovazioni digitali e dei princìpi alla base del paradigma della Connected Care può dare una risposta a queste sfide, in quanto unici strumenti in grado di aumentare la produttività delle risorse disponibili nel mondo della sanità.

Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, telemedicina e connected care; accoglienza e presa in carico digitale, app medicali, digital terapeutics e wearable device possono migliorare la qualità delle cure per i cittadini, aumentare l’appropriatezza, ridurre le diseconomie. La possibilità di gestire e analizzare i dati sanitari dalla diagnostica per immagini alle informazioni di biologia molecolare, di genetica, di epidemiologia e più in generale sulla storia clinica del paziente può permettere diagnosi sempre più precise, personalizzate e complete.

Perché l’occasione dell’accelerazione dovuta alla crisi sanitaria non vada persa sarà necessario lavorare sul change management con il coinvolgimento dei professionisti e dei cittadini. Il cambiamento deve poggiare su un livello di cultura digitale dei professionisti e dei cittadini: la formazione è determinante. Infine, perché la trasformazione digitale non sia solo trascodifica di processi datati, deve prevedere la revisione di tali processi e, condizione vincolante per il successo, l’adozione di un’infrastruttura tecnologica affidabile, sicura, flessibile e scalabile.

Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto esperti, decision maker delle strutture sanitarie e manager delle imprese del settore.

13:03
13:41

Intelligenza artificiale e One Health: un indicatore data driven per supportare e rafforzare il modello di cura[ad.07]

Room: Sala Rossa

Un approccio One Health ha alla base l’integrazione e la condivisione, dare valore a ogni realtà e attore del percorso e processo di cura del paziente. Gli strumenti a disposizione devono permettere la valorizzazione dei dati, la reale e pronta condivisione della situazione del paziente e quindi una fruizione facile, universalistica e oggettiva dei dati stessi.

L’intelligenza artificiale è applicabile in differenti ambiti e aspetti del patient journey: dall’interazione del paziente con gli operatori e i clinici fino al supporto nelle scelte terapeutiche e di trattamento che vengono prese.

La tecnologia Almawave permette di elaborare grandi moli di dati, strutturati o meno, provenienti da diverse parti e persone.

Il Natural Language Processing e l’approccio semantico abbattono eventuali barriere legate al modo in cui viene “raccontata” o richiesta un’informazione.

La creazione di un indicatore unico, sintesi e aggregazione di tutte le diverse azioni e attività compiute da e attorno al paziente, è un riferimento continuo, uniforme e prognostico su cui condividere decisioni e integrare informazioni e scelte.

Un ecosistema che crea e valorizza dati e fornisce strumenti perché tutte le parti possano comprendere e decidere, così da raggiungere una conoscenza realmente data driven per un modello di cura rafforzato, integrato e continuo.

13:47
14:58

Cybersecurity per la Sanità digitale: conoscere per non rischiare[tm.05]

Room: Sala Rossa

Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è il più grande produttore di dati contenenti informazioni sensibili, e proprio per questo tanto più preziosi e ambiti. Facile comprendete perché hacker e cybercriminali hanno nel mirino strutture e banche dati sanitarie. 

Gli esperti Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica), nel Rapporto sulla sicurezza ICT in Italia e nel mondo hanno messo in luce che nella Sanità il 55% degli attacchi a tema Covid-19 è stato perpetrato a scopo di cybercrime, ovvero per estorcere denaro, mentre nel 45% dei casi la finalità è di “Espionage” e di “Information warfare”. Nel secondo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 le violazioni di dati sensibili a strutture ospedaliere e della sanità sono aumentate del 177%. Immaginate cosa può accadere quando il sistema informatico, anche di un solo ospedale, viene attaccato dagli hacker: cartelle cliniche inaccessibili; impossibilità di somministrare le terapie prescritte; reparti e ambulatori con visite e controlli che saltano; sale operatorie in tilt; il fermo delle prenotazioni di esami diagnostici e visite specialistiche; blackout di sistemi di monitoraggio per apparecchi wireless e dispositivi IoT connessi e impiantati nei pazienti (Internet of Bodies). I rischi per le strutture sanitarie sono duplici: la perdita di informazioni e l’interruzione dei servizi normalmente erogati.

L’Italia, così come parte dell’Europa, non è ancora al centro dell’interesse del cybercrime ma la pandemia sta aumentando i rischi e nel 2020 abbiamo assistito ad un incremento del 12% degli attacchi alla sanità. L’11% degli attacchi è stato costituito da ransomware e il 33% da accessi abusivi ai dati. Nella nuova Direttiva NIS 2 il tema della sanità è presente in modo chiaro e ci sarà un significativo ampliamento del livello e del perimetro di sicurezza Ma cos’è che mette a rischio la sanità italiana? Perché il SSN è vulnerabile? Diverse le ragioni: sistemi operativi non supportati o obsoleti; scarsi livelli di protezione per i dispositivi medici; insufficiente monitoraggio dei rischi per le infrastrutture sanitarie e i macchinari diagnostici; insufficiente budget dedicato alla cybersecurity; assenza di cultura per la cybersecurity da parte dei vertici strategici. Come correre ai ripari? Su cosa intervenire? Tecnologie in grado di individuare la comparsa di eventuali anomalie; security-by-design per ideare prodotti sicuri sin dalle fondamenta; infrastruttura di rete solida pensata per una sicurezza interna ed esterna; investimenti; governance collaborativa tra singole strutture sanitarie e regioni dei progetti di sicurezza; rapporto virtuoso pubblico/privato per la crescita tecnologica e condivisione di sapere; incremento delle competenze e formazione.

Data Protection Officer (DPO), Responsabili della sicurezza informatica (CISO) e dell’Ingegneria Clinica, Risk Manager, Responsabili Qualità, nonché Referenti della Direzione Sanitaria e Generale si confronteranno durante i lavori per indicare le azioni coerenti e prioritarie per la sanità che fa sicurezza.

giovedì, 28 ottobre pomeriggio

14:30
15:00

La digitalizzazione dei processi sanitari e il contributo di Vodafone per la sanità digitale[ad.09]

Room: Sala Verde

Il forte cambiamento che sta avvenendo nella sanità porta ad una nuova relazione tra paziente e strutture sanitarie. Posizionando il paziente sempre al centro la relazione evolve per diventare più tempestiva e continua. Vodafone Business presenta soluzioni concrete e strumenti immediatamente adottabili per una sanità sempre più efficace e resiliente.

15:00
15:13

Conversazione con...Gianfranco Poledda[speech.01]

Room: Sala Rossa

Gianfranco Poledda, Direttore Risorse Umane di UPMC, intervistato da Antonio Veraldi, spiega come il paradigma One health possa essere attuato nella sanità italiana, valorizzando soprattutto le realtà del Sud Italia. L'intervento è stato registrato in occasione di FORUM PA Sanità 2021.

UPMC rappresenta un'importante realtà del settore sanitario privato in Italia ed in particolar modo del Mezzogiorno con strutture quali Ismett e la futura Ismett2 in Sicilia. Tali centri di eccellenza rappresentano realtà che possono attrarre alte professionalità, consentendo uno sviluppo e una crescita del territorio.

Dal suo recente ingresso in UPMC, Gianfranco Poledda ha posto sin da subito l'accento sull'importanza e la centralità delle persone: dai clinici, agli amministrativi e ai pazienti. La soddisfazione dei pazienti e di coloro che ruotano a vario titolo attorno ad essi, i cosiddetti caregiver, passa soprattutto attraverso alcuni elementi fondamentali: le competenze, siano esse trasversali o specifiche e settoriali, l'employee experience, attraverso cui testare e pesare la soddisfazione degli operatori che lavorano per e con i pazienti, e l'innovazione tecnologica, elemento necessario per migliorare la qualità del lavoro e di vita dei professionisti e conseguentemente dei pazienti.

15:15
16:30

Big data e analytics trasformeranno il Sistema Sanitario Nazionale[tm.08]

Room: Sala Rossa

Secondo una ricerca pubblicata su Statista, nel 2016 il mercato globale dei Big Data nella sanità era valutato 11.5 miliardi di dollari. Si stima che nel 2025 possa raggiungere un valore di 70 miliardi di dollari. Tutti hanno toccato con mano, durante la pandemia da Coronavirus, la loro importanza nei processi decisionali per affrontare la lotta all’incremento dei contagi e per organizzare una campagna di vaccinazione nazionale, in modo rapido ed efficace. Un complesso sistema di flussi costituisce la base per una reale data governance del sistema salute, da un lato per consentire di avere elementi di conoscenza per decisioni consapevoli, dall’altro per monitorare i LEA a livello nazionale e nelle singole regioni; per il monitoraggio della spesa, per la valutazione della qualità e appropriatezza del SSN.

Ogni prestazione del paziente nel percorso di cura e assistenza, dalla diagnosi al trattamento e al monitoraggio genera una grande quantità di dati che risiedono all’interno delle strutture sanitarie in data base separati e indipendenti (visione a SILOS). Abbiamo bisogno che i dati siano integrati in una prospettiva di tipo “patient journey” e tempestivamente disponibili attraverso cruscotti di analisi e interpretazione, perché il valore del dato è funzione della capacità di produrre conoscenza e favorire decision making: per una medicina di complessità, di precisione, predittiva e di prevenzione; per la continuità assistenziale socio-sanitaria; per una governance real time della sanità locale, regionale e nazionale; per open innovation, portando gli operatori di mercato a produrre innovazione per il Welfare e il benessere, assicurando profitto. Il tutto nel pieno rispetto delle norme per la protezione, conservazione e consenso dei dati. 

L’emergenza è stata l’occasione per sperimentare soluzioni che hanno permesso di contenere in parte il contagio, ma per il futuro sarà necessario ridisegnare modelli, potenziare i servizi e accelerare la transizione verso un modello sanitario sostenibile e resiliente. Come sarà possibile realizzarlo? Quali sono le informazioni realmente necessarie sia per gestire l’accesso alle cure in situazioni “standard” sia per rispondere prontamente alle emergenze sanitarie come quella di Covid-19?  Potrebbe essere auspicabile una condivisione dei dati dall’ambito Ricerca & Sviluppo alla produzione di farmaci e all’erogazione dei servizi, garantendo allo stesso tempo la disponibilità di dati omogenei, di buona qualità e in tempo reale sia a livello regionale sia a livello centrale promuovendo le sinergie tra i vari attori coinvolti. 

Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto decisori delle strutture sanitarie e manager delle imprese del settore, con l’obiettivo di condividere opportunità e criticità legate alla gestione dei dati in ambito sanitario in uno scenario in cui coesistono diverse organizzazioni a livello regionale e differenti livelli di autonomia o centralizzazione.

16:45
18:15

L’innovazione che viene dai territori per i prossimi passi verso l’attuazione del paradigma One Health[sc.04]

Room: Sala Rossa

Siamo giunti alla 6ª edizione del Premio FORUM PA Sanità. In tutte le edizioni precedenti abbiamo potuto rilevare che il nostro Premio è stata l’occasione per far venire alla luce l’innovazione che nasce nei territori e sempre ci ha sorpreso constatare quanto è già stato fatto, quanto è già possibile, quante risposte ci sono già a molte delle domande che assillano le Strutture Sanitarie sempre più schiacciate tra bisogni crescenti e risorse limitate. Il Premio ci restituisce la fotografia di un territorio molto ricco di piccole e grandi esperienze che aspettano solo di essere messe a sistema e replicate. Un territorio vivo e dinamico in cui l'innovazione non è più solo un concetto astratto, bensì un insieme di pratiche che iniziano a modificare i servizi sanitari rendendoli più efficienti perché assicurino benessere e qualità della vita alle comunità. Un territorio in cui fioriscono idee, risiedono competenze ed esperienze che bisogna valorizzare, promuovere e mettere fattor comune. In questo Scenario vogliamo completare il quadro emerso in questi due giorni con il dibattito sul PNRR e gli altri piani nazionali o regionali con i contributi che vengono dai progetti candidati dai singoli Territori, che hanno affrontato le debolezze dell’attuale modello di assistenza e cura, scegliendo un sentiero di sanità e salute sostenibile.

Vogliamo chiudere il cerchio, dopo aver trattato i Piani nazionali, dando forza all’innovazione che viene dal basso con la costruzione di una rete di soggetti pubblici e privati che, aprendosi a forme di lavoro cooperativo, cercano di spostare la sanità verso l’attuazione di un paradigma di salute globale. Perché l’innovazione, anche questa verso il paradigma One Health, non può che avere un moto circolare: l’avvio non può che essere centrale e garantito dall’autorevolezza di un Piano nazionale (PNRR), ma la sua effettiva implementazione deve vedere una dialettica continua tra tutti gli attori, sugli obiettivi e sul loro monitoraggio e rendicontazione.

FORUM PA Sanità, e in particolare questo scenario, vuole essere il luogo ed il momento di condensazione delle idee, di monitoraggio dell’attuazione dell’agenda e della sua revisione in funzione degli obiettivi di salute globale.

Al termine del dibattito, la cerimonia di Premiazione del Premio FORUM PA Sanità.